Ricorso al Tar – il PD Terni sostiene la linea di opposizione all’inceneritore

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In tutto il mondo oggi si cerca il rimedio agli effetti di uno sviluppo che nel ‘900 non si è curato del proprio impatto e la conca ternana è uno di quei luoghi in cui l’industria ha portato maggiore crescita economica, ma anche più fragilità di cui oggi dobbiamo prenderci cura.

Sono molti i motivi per cui tutti riconosciamo gli inceneritori come la sorgente di inquinamento più ingiusta e ingiustificata. Non hanno mai contribuito ad alcuno sviluppo, limitandosi ad acquistare combustibile fuori regione per bruciarlo in un territorio già provato. Inoltre, l’ambito ternano mostra più di tutti come nel territorio regionale non

c’è e non ci deve essere necessità di bruciare rifiuti (differenziare sopra il 70% in pochi mesi è un risultato su cui riflettere).
Il Partito Democratico continua a chiedere a tutti gli enti locali di lavorare per ridurre l’inquinamento della conca ternana con una visione complessiva, concretezza e tempi certi, ma anche opponendosi con ogni strumento disponibile all’incenerimento. Sosteniamo quindi la scelta del Comune di ricorrere contro l’autorizzazione dell’impianto

di Terni Biomassa. Allo stesso modo, chiediamo fin d’ora di respingere la richiesta, anche peggiore, avanzata da Acea per bruciare rifiuti nell’impianto di maggiori dimensioni.

Sollecitiamo infine i nostri rappresentanti nazionali a pretendere che il Governo segua le indicazioni della Commissione Europea sulla rimozione degli incentivi all’incenerimento a vantaggio dell’impiantistica destinata a processi di rango superiore nella gerarchia dei rifiuti. I dati della Commissione (e quelli forniti da Ispra) mostrano che l’Italia non necessita di ulteriore capacità di incenerimento, mentre occorre potenziare le filiere del riciclo.

I cittadini hanno il bisogno di riconoscersi in una guida politica lungimirante che si rifletta con coerenza nelle quotidiane azioni delle istituzioni, che tuteli i loro interessi ad ogni livello, dall’Europa ai Comuni.

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