Sulle Consulte Territoriali andiamo avanti. La nostra proposta nasce dai Circoli.

Quando si discute della partecipazione e della inclusione dei cittadini nei processi decisionali e democratici, tanti sono bravi a parole, ma non tutti a fatti.
La mancata approvazione del Regolamento delle Consulte Territoriali, presentato dal Gruppo Pd in Consiglio Comunale nel 2015, ne è una prova inconfutabile.
Un atto, è doveroso ricordare, che nacque fin dal 2013 nei Circoli del Partito Democratico insieme ai Segretari, agli iscritti, con il coinvolgimento di associazioni, che hanno portato il loro contributo con idee e proposte; un atto quindi che nasce dalla base, dalle periferie, dai quartieri che tanto necessitano di rappresentanza e ascolto.
Il regolamento sorto da questo percorso, è stato integralmente inserito nel programma politico con il quale il Pd, insieme al Sindaco, hanno vinto le elezioni del 2014.
Un Regolamento che invece da due anni è rimasto fermo in consiglio comunale, ritardando la realizzazione di un preciso impegno sottoscritto con gli elettori.
Negli ultimi mesi, i Segretari di Circolo del Pd, che con passione ogni giorno si spendono nei territori, hanno sottoscritto due documenti attraverso i quali hanno sollecitato l’attuazione del progetto, per tornare a dare una rappresentanza ai cittadini sulla base dei diversi quartieri, e luoghi di aggregazione e confronto.
Le minoranze, nonostante i diversi tentativi di dialogo della segreteria del Pd, per tentare di trovare un punto di equilibrio tra le diverse e plausibili posizioni, hanno deciso di convergere in un deciso diniego, compreso il Movimento 5 stelle, che continua strumentalmente a sviluppare una becera politica di denuncia, ma non ha voluto promuovere, insieme a noi, l’istituzione di strumenti che consentissero ai cittadini di passare dalle proteste alle proposte ed alla co-gestione.
Nel frattempo, tuttavia, sono sorti comitati e gruppi di cittadini che autonomamente intendono organizzarsi per far sentire la loro presenza e le loro istanze.
Il Pd intendeva ed intende dare voce a queste istanze, anche attraverso le Consulte Territoriali.
Uno strumento aperto, inclusivo, a costo zero.
Quanto alla nomina indiretta dei consiglieri, imposta dai vincoli di legge sui bilanci, per noi unico punto debole della proposta, i Segretari di Circolo avevano ipotizzato lo svolgimento di primarie aperte a tutti i nostri elettori, per individuare quantomeno i rappresentanti del Pd, lasciando alle altre forze politiche piena autonomia nella scelta del loro modello di selezione.
Primarie aperte dunque, per impedire cooptazioni nate nel segreto di poche stanze, e dare invece lo scettro ai cittadini dei quartieri.
Evidentemente, però, una parte minoritaria dei nostri rappresentanti non ha convenuto su questo; infatti, pur avendo aderito al Programma del Sindaco (tra l’altro firmando l’atto in questione) alcuni consiglieri del Pd si sono resi indisponibili, al pari della minoranza, a votare il Regolamento delle Consulte durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, contro quindi lo stesso programma del Sindaco, contro il partito che li rappresenta, contro la proposta nata dai circoli nei quali sono iscritti.
Non rispettando gli impegni presi con gli elettori in campagna elettorale.
Atteggiamento che stigmatizziamo ritenendolo incoerente, pretestuoso, speriamo non in linea con logiche che vanno oltre la politica.
Inoltre ci chiediamo, alla luce di quanto accaduto, cosa ne pensi il Vice Sindaco Malafoglia, Assessore con delega alla partecipazione, la quale non ha proferito parola in merito durante questi lunghi mesi in cui il testo giaceva dormiente nelle sedute di Consiglio Comunale, nonostante la proposta sia stata confermata anche nell’aggiornamento programmatico del Sindaco promosso pochi mesi fa.
Di tempo ne è passato dall’inizio della consiliatura, e, in effetti, avremmo auspicato da parte di un ex Presidente di Circoscrizione, quale lei è, un atteggiamento chiaro sul punto, una manifestazione di idee in merito a cosa sia la partecipazione e l’inclusione sociale, quale il percorso istituzionale da intraprendere per dare alla parola “innovazione partecipativa” un contenuto e non un mero contenitore.
Non abbiamo mai ritenuto che la proposta di regolamento che avevamo presentato fosse immodificabile, poiché tutto è perfettibile, ma di fronte a critiche e contrarietà (mai circostanziate né esposte) ci saremmo aspettati proposte alternative concrete, che in questi oltre due anni non sono arrivate. Né dalle minoranze, né dai consiglieri di maggioranza neo-contrari.
Crediamo quindi giusto e doveroso andare avanti, per rispetto degli iscritti e degli elettori con i quali il Pd ed il Sindaco avevano preso un impegno preciso, costruendo nel breve periodo un nuovo percorso di partecipazione nei nostri circoli, nuovamente aperto a cittadini ed associazioni.
In quelle sedi dovranno essere espresse le ragioni che hanno prodotto tale frattura politica e, al contempo, si dovrà elaborare una nuova proposta da portare all’attenzione del Sindaco e del Consiglio Comunale.
Quanto accaduto finora non dovrà impedire l’istituzione di forme di rappresentanza territoriale già concretizzabili in questa consiliatura. Questo è l’impegno chiaro e deciso del Pd.

La Segreteria Comunale del Partito Democratico di Terni
I Segretari di Circolo del Partito Democratico di Terni

Per ulteriori info: Emidio Gubbiotti, 335.1278730, resp. Partecipazione Segreteria Comunale PD

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